Il ritorno del tram: numeri che parlano d’innovazione
In Italia si sta vivendo una vera e propria primavera tranviaria. Sono previsti 250 km di nuove tranvie nelle più grandi città italiane — un aumento del 63% rispetto all’attuale rete tranviaria. Tra i cantieri in corso o annunciati ci sono Palermo (64,2 km), Padova (30,3), Firenze (25), Bologna (23,4), Bergamo (23,2), Milano (35,9) e altri centri come Brescia, Napoli, Cagliari e Sassari. Il progetto ha un costo stimato in 5,4 miliardi di euro, coperti anche da fondi del Pnrr.
Emissioni e ambiente: perché il tram è tornato centrale
Secondo Legambiente, la nuova rete potrà abbattere 105 mila tonnellate di CO₂ l’anno, pari circa a l’1% delle emissioni del settore trasporti in Italia. Un contributo importante, visto il rischio di sanzioni per il mancato rispetto degli standard europei entro il 2030. Inoltre, il tram — con un costo di realizzazione che va da 12 a 40 milioni di euro al km — risulta molto più conveniente rispetto alla metropolitana, che può costare anche 80-200 milioni al km.
Sfide sul campo e resistenza al cambiamento
- Scadenze da Pnrr: per non perdere i fondi, molti cantieri devono essere completati entro giugno 2026, altrimenti rischiano di saltare.
- Disagi inevitabili per cittadini, residenti e commercianti (tra scavi, deviazioni, rumore): esempi recenti vengono da Bologna, dove si stanno trovando tracce delle vecchie linee sotto il manto delle strade.
- Ritardi e mancanza di finanziamenti stabili: il caso di Palermo è emblematico — pur avendo un Piano ambizioso da 64 km, molti lavori sono fermi o partiti con ritardo, in attesa di ulteriori stanziamenti statali. Anche Roma affronta difficoltà nella realizzazione di nuove linee tranviarie, specie nel centro e nelle aree periferiche.
Città pilota: storie di successo da cui prendere esempio
Firenze è tra i casi più positivi: nonostante le critiche iniziali, le sue linee T1, T2 (e le nuove estensioni) sono apprezzate. Nel 2024 ha trasportato oltre 39 milioni di passeggeri, con un +11,8% rispetto all’anno precedente. A Padova, la linea Sir1 gestisce 33 mila viaggi al giorno, coprendo un quarto degli spostamenti urbani complessivi.
La rinascita del tram in Italia è più di un ritorno nostalgico: è una svolta necessaria verso mobilità urbana sostenibile, rispetto ambientale e miglioramento della qualità della vita. Ma non basta progettare: serve determinatezza istituzionale, continuità di risorse e una gestione che riduca i disagi, coinvolgendo comunità locali. Se l’Italia saprà fare questo salto, potrà non solo recuperare il ritardo sulla Francia o la Germania, ma diventare un modello europeo per città vivibili, pulite e collettivamente resilienti.




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